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Se, come abbiamo più volte detto, non siamo in grado di fornire una precisa definizione delleziopatogenesi delle malattie psichiche e se la posizione più condivisa in ambito psichiatrico è quella del cosiddetto "paradigma bio-psico-sociale" che rappresenta una sintesi dei tre modelli, biologico, psicologico e sociale, ne deriva, di necessità, che anche lapproccio terapeutico non può essere improntato ad un solo modello, ma deve tener conto della complessità etiopatogenetica. Limpostazione di una corretta terapia dei disturbi depressivi ed ansiosi non potrà prescindere da prendere in considerazione i tre aspetti e valutare di volta in volta qual è lintervento terapeutico più opportune in quel singolo paziente. Non entreremo nel merito degli interventi psico-sociali, per i quali manca una precisa sistematizzazione, e limiteremo il nostro interesse alle terapie psicologiche e biologiche. Per quei soggetti nei quali prevalgono nettamente gli aspetti psicologici, lintervento di prima scelta dovrà essere quello psicoterapeutico tenendo quello farmacologico in secondo piano per il controllo di eventuali sintomi eccessivamente disturbanti. Il campo delle psicoterapie è molto vasto ed eterogeneo: fra tutte le modalità di approccio psicoterapeutico, la terapia cognitiva e la terapia interpersonale si sono dimostrate quelle più efficaci nella depressione e nellansia. Nel campo delle terapie biologiche, si collocano in primo piano quelle farmacologiche, alle quali abbiamo dato un adeguato rilievo (senza dimenticare, comunque, della possibilità e, talvolta, della necessità, di affiancarle con interventi psicoterapeutici), un rilievo minore, ma non trascurabile hanno anche alcune terapie somatiche, fra cui, in primo luogo, la terapia elettroconvulsivante . Faremo cenno anche della fototerapia e di due tecniche ancora sperimentali, la stimolazione magnetica transcranica e la stimolazione del nervo vago . |
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