IL DISTURBO ACUTO DA STRESS
D: Che cosè il Disturbo Acuto da Stress?
R: Il Disturbo Acuto da Stress è un disturbo che si manifesta a seguito della (o comunque entro un mese dalla) esposizione ad un evento traumatico estremo.
D: Che cosa significa "evento traumatico estremo"?
R: Per "evento traumatico estremo" si intende
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lesperienza personale diretta di un evento che può comportare morte o lesioni gravi o altre minacce allintegrità fisica, o
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lassistere ad un evento che comporta morte, gravi lesioni o altre minacce allintegrità fisica di unaltra persona; o
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il venire a conoscenza che un membro della famiglia o unaltra persona con cui si è in stretta relazione è andato incontro a morte violenta o inaspettata o ad un grave danno o ad una minaccia di morte o ha riportato gravi lesioni.
D: Come si caratterizza il Disturbo Acuto da Stress?
R: Il Disturbo Acuto da Stress si caratterizza per lo sviluppo di ansia, di sintomi dissociativi e di sintomi di altro tipo, a seguito, come abbiamo detto, di eventi traumatici gravi. Durante e successivamente allesperienza traumatica il paziente presenta dei sintomi dissociativi (almeno tre) quali:
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sensazione soggettiva di insensibilità, distacco o assenza di reattività emozionale, difficoltà o impossibilità a provare piacere in attività precedentemente ritenute divertenti;
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levitamento persistente degli stimoli associati con il trauma. La persona generalmente si sforza di evitare pensieri, sentimenti o conversazioni che riguardano levento traumatico, attività, situazioni o persone che ne suscitano il ricordo; levitamento può comportare amnesia per qualche aspetto importante dellevento traumatico.
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riduzione della consapevolezza dellambiente;
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derealizzazione, percezione del mondo come se fosse irreale;
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depersonalizzazione, sensazione di distacco dal proprio corpo o di vivere come in un sogno;
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difficoltà a ricordare dettagli specifici dellevento traumatico (amnesia dissociativa).
Sono presenti, inoltre, sintomi (almeno uno) tipici del Disturbo Post-traumatico da Stress (DPTS):
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levento traumatico viene persistentemente rivissuto (per es., ricordi, immagini, pensieri, sogni, illusioni, flashback ricorrenti, sensazioni di rivivere levento o disagio allesposizione a ciò che può ricordare levento);
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il soggetto evita tutto ciò che può ricordare il trauma (per es., luoghi, persone, attività);
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sono presenti sintomi marcati di ansia e/o aumento dellarousal in risposta agli stimoli che richiamano il trauma (per es., difficoltà a dormire, irritabilità, scarsa capacità di concentrazione, ipervigilanza, risposte di allarme esagerate e irrequietezza motoria).
La sintomatologia determina un disagio clinicamente rilevante ed interferisce significativamente con il normale funzionamento o compromette la capacità dellindividuo di eseguire compiti fondamentali della vita quotidiana.
D: Qual è levoluzione del Disturbo acuto da Stress?
R: Per poter parlare di Disturbo Acuto da Stress, il disturbo deve durare non meno di due giorni e risolversi entro 4 settimane dallevento traumatico: se persiste oltre le 4 settimane si può fare diagnosi di DPTS.
Non di rado si accompagnano al Disturbo Acuto da Stress sintomi di infelicità e di disperazione che possono essere sufficientemente gravi e persistenti da configurare un Episodio Depressivo Maggiore.
Talora, se il trauma ha comportato per qualcuno la morte o gravi lesioni, il soggetto può sentirsi in colpa per essere rimasto indenne o per non avere aiutato abbastanza gli altri, assumendosi responsabilità maggiori di quanto non sia giustificato.
Alcuni, dopo il trauma, possono manifestare comportamenti impulsivi o rischiosi.
Frequente è lo sviluppo di un DPTS: sono stati riferiti tassi di circa l80% in sopravvissuti ad incidenti stradali ed in vittime di crimini violenti, la cui risposta al trauma inizialmente aveva soddisfatto i criteri per il Disturbo Acuto da Stress.
D: Come si cura il Disturbo Acuto da Stress?
R: Una terapia specifica del Disturbo Acuto da Stress di fatto non esiste e gli interventi sono per lo più sintomatici, di supporto e preventivi.
Prima di prendere in considerazione qualsiasi tipo di intervento, dobbiamo ricordare che certi eventi traumatizzanti non possono non provocare reazioni emotive più o meno intense nei soggetti che in qualche modo ne sono vittime ed i nostri interventi devono tenerne conto poiché certe reazioni sono importanti in quanto aiutano a "metabolizzare" il "lutto" conseguente.
Gli interventi, almeno inizialmente, saranno sintomatici e tenderanno correggere estemporaneamente i sintomi che possono provocare disturbi soggettivi, come ansia, tensione, insonnia, perdita dellappetito, ecc. Per interventi prevedibilmente limitati nel tempo si possono usare gli ansiolitici e gli ipnotici; se i sintomi tendono a protrarsi nel tempo, ad approfondirsi o a complicarsi con disturbi in comorbidità (come, ad esempio, la depressione), si potrà valutare lopportunità di passare agli SSRI o agli SNRI.
Importante è sempre il supporto psicoterapeutico, non necessariamente strutturato, che aiuti il soggetto a confrontarsi con il trauma ed a recuperare una condizione di sicurezza emotiva. In questo senso è importante anche il supporto e la vicinanza di familiari ed amici.
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